Oggi parliamo del minerale per eccellenza: il quarzo ialino. Simbolo di purezza, connessione con l’energia del creato, la Fonte, la purificazione energetica e la luce che espande, amplifica e trasmuta la negatività in positività. Un quarzo ialino grezzo, con le sue punte intatte e naturali, non dovrebbe mai mancare nelle case di nessuno, poiché ripulisce costantemente le energie della casa e delle persone che la abitano, animali e piante compresi. Se poi sei una persona che, come me, lavora con i cristalli anche per gli altri, il quarzo ialino è indispensabile per essere sempre purificati dalla sua energia purificatrice. Il quarzo ialino vibra nelle frequenze della purificazione, della pulizia energetica, dell’annullamento dei ristagni, dei blocchi, delle tensioni e delle parti oscure. È un ottimo alleato di tutti i terapisti olistici, esoterici e spirituali. Nei lavori specifici con il quarzo ialino si possono fare meditazioni tenendolo in mano per ripulirci da energie pesanti. Possiamo usarlo per alleggerire i pensieri, migliorare la connessione e le percezioni sensoriali, eliminare stress, pesantezza, negatività, depressione, stati emotivi pesanti, crolli emotivi ed esaurimenti. Abbinando il cristallo alle pratiche di radiestesia, esso va a migliorare l’efficacia di un trattamento, sostiene il lavoro dell’operatore, aiuta nella guarigione e nell’elevazione delle frequenze energetiche per il miglioramento e la guarigione energetica. Questo poi si ripercuote senza dubbio in azioni pratiche, miglioramenti mentali, psicologici, emotivi e, a volte, anche fisici. Ricordo a tutti l’importanza di fare una chiara distinzione tra ciò che sono le terapie mediche essenziali e i metodi olistici ed energetici: l’uno non sostituisce l’altro. Anzi, al contrario, essi si completano e sono entrambi essenziali. Pertanto non si deve mai pensare che un trattamento energetico sostituisca il medico e la terapia, ma diventa un alleato e un supporto nel processo. Collabora con le terapie e con il medico. Sono convinta che quando l’umanità lavorerà seriamente e collaborerà riconoscendo i benefici che si intrecciano, le due cose non si guarderanno più con ostilità, ma si integreranno a vicenda. Sia il medico che l’operatore olistico dovrebbero collaborare come una squadra per il benessere e il risultato di ognuno di noi. Il quarzo ialino ha molti fratelli, tra cui il quarzo rutilato, il quarzo lodolite, il quarzo fumé e il quarzo citrino, che modificano leggermente le loro vibrazioni secondo la necessità e le esigenze che incontriamo. Ovviamente ci sono tanti altri quarzi, ma per ora mi soffermerò su questi, perché sono quelli più vicini e necessari a trattamenti specifici che riguardano pulizia, equilibrio, gestione delle emozioni e guarigione energetica, spesso lavorando molto bene sui chakra maggiormente bisognosi di equilibrio e sostegno. Vediamoli meglio nel dettaglio. Quarzo rutilato Il quarzo rutilato è un quarzo ialino con inclusioni simili a filamenti dorati: a volte leggermente percettibili, altre volte così fitti da trasformarlo in un quarzo dorato o intensamente giallo. Questo quarzo aiuta particolarmente nel lavoro energetico di rimozione e liberazione di ristagni, paure, blocchi, stress ed emozioni pesanti. Lavora soprattutto sul terzo chakra, dove risiede la fragilità emotiva che maggiormente necessita del suo sostegno. Essendo di base un quarzo quasi puro con delle inclusioni, tocca l’apice tra le nostre emozioni e i canali superiori del settimo chakra, permettendoci non solo di superare determinati ostacoli emotivi o energetici, ma di trasmutarli letteralmente nell’oro che purifica e connette con la Fonte. Non solo pulisce il canale emotivo, ma lo riconnette allo spirito, ristabilisce le emozioni e annulla lo stress accumulato. Quarzo Lodolite (o quarzo giardino) Il quarzo lodolite ha una natura leggermente diversa. Appare come un quarzo puro e trasparente, ma con inclusioni interne che si sedimentano sulla base o su un lato, permettendo di osservare, attraverso la trasparenza, un mini mondo in miniatura: un acquario, un giardino incantato. Spesso incanta proprio perché sembra di immergersi in un altro mondo. Questo quarzo lavora sui potenziali repressi. Tutti noi abbiamo dentro un potenziale energetico, una necessità di incontrare la nostra spiritualità. Non tutti la riconoscono come necessità, ma in chiunque può risvegliarsi o essere richiamata. Il quarzo lodolite permette a chi sente questa chiamata di iniziare il suo viaggio, esplorare la magia che ha dentro, viverla e assaporarla attraverso l’energia del cristallo, che sa trasmettere tutto il potere nascosto. Ci permette di guardarci dentro senza maschere, di esplorare il nostro giardino interiore e riconoscerne la bellezza, la magia e, con il tempo, il reale potenziale. Capita spesso di trovare un quarzo lodolite con fili dorati, quindi con doppia energia: lodolite rutilato. Questo avrà un ruolo completo nel lavoro trasformativo consapevole, perché tutti noi abbiamo bisogno di rimuovere parti limitanti, purificarci e poi vedere il nostro reale potenziale. Quarzo citrino (vero citrino) Il vero citrino è molto trasparente e ha un colore che può variare dal chiaro allo scuro, tendente all’oro o al verdastro. Non è il giallo acceso che spesso ci viene mostrato (quello è quasi sempre ametista o quarzo riscaldato). Il vero citrino è trasparente, penetrante, avvolgente. Non capisci il suo reale colore: a volte sembra oro, altre giallo, altre verde, altre ancora grigiastro o marrone. Ha bagliori luminescenti che catturano e chiamano al mistero. Non comprendi bene se sia un colore caldo o freddo. Non lo puoi definire. Semplicemente è magico e raro, come solo un cristallo eterico può essere. Molti si lasciano abbindolare da strategie commerciali come il quarzo aura, che è un quarzo modificato artificialmente. Ma se volete incontrare il vero potere della magia, dovete conoscere il vero citrino. Il citrino è una vibrazione mistica che porta a liberarsi dalle ambiguità, dai sospetti. È un quarzo che invita a guardare oltre le apparenze, a conoscere il non conosciuto, a osare, correggere, migliorare, distinguere la verità dalla falsità. Protegge il campo vitale, impedisce invasioni o contaminazioni energetiche, allontana frequenze distorte o sospette. Ci avvicina alla nostra magia, mostra la bellezza del potere creativo e del nostro reale potenziale energetico, che può cambiare forma, trasformarsi, ma resta sempre autentico. Invita alla crescita personale, professionale e dona una direzione concreta e lucida. Quarzo fumé Il quarzo fumé è altrettanto raro, soprattutto se integro e non trattato. È il quarzo della guarigione profonda per eccellenza: dei sentimenti, delle cause interiori e delle somatizzazioni che sentiamo sul corpo. Non si intende come guarigione fisica o miracolosa, ma come un processo verso la consapevolezza, la causa e la trasformazione. Il quarzo fumé ti invita a riconoscere i traumi, a vederli, a sentirne le cause, gli stati interiori. Invita a comprendere che vanno curati, ascoltati, compresi. La medicina diventa il mezzo funzionale per arrivarci; il quarzo fumé il sostegno per comprendere, per sentire il dialogo del corpo, la riconnessione con la guarigione e con noi stessi. In questo senso funge anche da protezione da attacchi energetici, che spesso sono la causa dei disturbi. Perché partire da questi quarzi Questo è il motivo per cui ho voluto introdurre i quarzi partendo da loro: rappresentano le basi di un percorso verso il successo spirituale e personale. Quando siamo consapevoli, sia a livello preventivo che trasformativo, questi cinque fattori diventano indispensabili: • Quarzo ialino: purificazione e connessione diretta con i nostri talenti e la Fonte • Quarzo rutilato: scioglimento delle emozioni pesanti che non ci permettono di brillare • Quarzo lodolite: riconoscimento del nostro potere, della nostra magia e dei talenti nascosti • Quarzo citrino: potenzialità, verità, eliminazione degli ostacoli e visione più ampia • Quarzo fumé: salute, presenza, comprensione e ascolto del corpo Quando si hanno tutti questi fattori energetici, si è come in uno scudo di potenzialità e possibilità infinite. Siamo protetti, consapevoli, guidati. Possiamo conoscere noi stessi, il nostro potenziale e connetterci alla Fonte della conoscenza e della coscienza.
Quando si parla di percorsi spirituali si parla di metodi per arrivare alla nostra consapevolezza. Quando si è all’inizio del nostro viaggio, o alle prime armi e non si sa da dove partire, spesso la prima scelta è la meditazione. Una meditazione consapevole o guidata ci aiuta agli inizi a comprendere la nostra essenza, il nostro potenziale, dove poi potremmo migliorare. Nel tempo la meditazione ci accompagnerà sempre, perché ci permetterà non solo di fare progressi ma di individuare sempre i nostri progressi e dove c’è da migliorare. Ci sono vari metodi di meditazione: alcuni mirano solo a un’esperienza sensoriale e di contatto con guide spirituali o animali, o cristalli; altre a ripulire i nostri chakra; altre ancora a conoscere noi stessi o sperimentare il nostro potenziale; altre ancora ad attivare capacità extrasensoriali, o fare veri e propri percorsi iniziatici dove vengono attivati dei codici per fare fluire determinate cose che ci permetteranno non solo una crescita migliorativa personale, ma anche come essere guida e supporto per gli altri. È chiaro dunque che per arrivare a operare per gli altri servono anni e anni di pratica, di lavoro su se stessi, di studio, di introspezione, respiro, e sperimentazione. Per operare sugli altri dobbiamo prima di tutto aver conosciuto bene noi stessi, le varie tecniche, ciò che funziona, come funziona e perché funziona. Sentire le nostre guide spirituali è fondamentale, capire che siamo connessi con il tutto, che ogni cosa ha uno spirito e che tutto vibra con quello spirito e che lo spirito è uno. Come insegnavano gli indiani d’America, il fiume ha uno spirito, gli alberi hanno uno spirito e così gli animali, ma tutto è connesso al grande e unico spirito che fornisce respiro e vita a tutte le creature, alla terra, il vento, il fuoco e l’acqua. Comprendere le basi è fondamentale per sapere chi siamo e quindi come fluisce la nostra energia, ma senza pratica non si arriva alla reale consapevolezza di tutta questa realtà. Per riconoscerla e sentirla bisogna viverla. Prima di capire tutti questi concetti e arrivare a “strumenti” è quindi fondamentale fare meditazione e sperimentare. Poi, mano a mano che affiniamo i nostri sensi, la vita e le nostre guide ci condurranno dove dobbiamo, e ci mostreranno quali saranno questi strumenti utili per noi. A un certo punto della nostra esperienza deve sorgere quella fiducia e quella consapevolezza che ci dice: io mi fido delle mie guide e mi affido alla loro saggezza, mi metto nelle loro mani, e ogni cosa giusta per me arriverà. La saprò riconoscere perché il mio intuito affinato mi farà avvertire i loro segnali. E in questo senso si inizia a canalizzare, a sentire ciò che ci serve davvero. Piano piano si inizia a percepire quei messaggi e quelle intuizioni, ad affinarli, ma è chiaro che serve costanza e impegno, lavoro, e spesso anche l’aiuto e il sostegno di chi quei canali li ha aperti, per farsi aiutare e guidare lungo il cammino. Ricordati sempre che una volta affinate le tecniche, l’intuito, le percezioni, sarai tu a gestire le tue sensazioni. Non c’è una regola fissa che dice: devi sentire così, fare così, o usare questo e quello. Sei tu che capirai come senti, come funzioni e cosa ti servirà per affinare o per migliorare le tue abilità. Piccola sezione introduttiva sugli alleati Prima di entrare nel dettaglio, è utile sapere che lungo il cammino spirituale si possono incontrare molti metodi e molti oggetti sacri. Non tutto va bene per tutti, e ognuno svilupperà e conoscerà il suo metodo. Quello che per una persona può diventare un oggetto di potere spirituale e connessione, per un’altra potrebbe rappresentare un ostacolo o un impedimento. Dobbiamo riconoscere prima di tutto la nostra vera identità. Ecco una lista rappresentativa, orientativa, dei metodi e degli oggetti sacri che si possono incontrare: • pratiche come yoga, reiki, meditazione, respiro • radiestesia e pendolo • rune • carte (tarocchi, carte degli animali, dei fiori, degli alberi, dei cristalli, dell’Akasha, degli angeli, dei nativi americani, ecc.) • mala tibetano e mantra • strumenti sonori come tamburo sciamanico e campane tibetane • oggetti sacri personali che diventano alleati nel tempo Questi elementi non sono strumenti da “usare”, ma alleati da conoscere, rispettare e integrare. Nel tempo si inizierà a comprendere e a sentire che gli strumenti in realtà non sono strumenti ma alleati, essi appartengono al mondo spirituale. Spesso, se si parla di oggetti come carte, rune, pendoli o altro, non sono solo oggetti: sono sacri, e ognuno di essi andrebbe maneggiato con consapevolezza. Una persona può sviluppare le proprie abilità attraverso lo yoga, altre attraverso il reiki, altre attraverso la radiestesia, altre attraverso la lettura di carte o altri metodi. Ma ci sono una infinità di tecniche e metodi anche all’interno delle varie categorie. Per esempio c’è chi usa il pendolo ma non per forza fa davvero radiestesia: alcune persone si limitano all’uso semplice domanda e risposta, altre persone sentono che il pendolo le chiama oltre e iniziano a studiare la radiestesia che va a trattare e sciogliere blocchi, emozioni, chakra, vite passate, maledizioni, patti ecc. C’è chi si serve di tavole metodiche perché lavora meglio tenendo sotto controllo punto per punto, seguendo una linea di schemi, c’è chi invece usa esclusivamente le sensazioni, l’ascolto, e si lascia guidare da ciò che emerge naturalmente. Le rune sono un altro oggetto sacro che non fa per tutti. Esse possono essere usate per ricevere risposte a domande molto terrene, ma possono diventare vere e proprie guide di consapevolezza e crescita personale. Ci sono anche vari tipi di carte, non solo i tarocchi: ci sono carte degli spiriti animali, dei fiori, degli alberi, dei cristalli, carte dell’akasha, carte degli angeli, carte della saggezza degli indiani d’America e molte altre carte. A volte una persona potrebbe sentirsi affine a un tipo di carte in base alle sue conoscenze, guide, percezioni, e un’altra persona trova invece maggiori risultati con altre carte. Alle volte anche l’unione di più carte può diventare un nuovo portale di lettura. Ma non tutti gli oggetti sacri hanno l’unico scopo di dire qualcosa, mostrare qualcosa, o ottenere qualcosa. Per esempio un oggetto sacro spesso usato più per moda che per il suo reale scopo è la collana tibetana chiamata japa mala, il mala di preghiera orientale, per recitare i mantra. Non esiste solo il classico mantra Om Mani Padme Hum o Nam Myoho Renge Kyo, esistono una infinità di mantra utili per ogni situazione. La pratica della recitazione dei mantra è estremamente potente: non serve per forza a migliorare i nostri talenti o a vedere, ma ci pone in una visione spirituale del tutto diversa, fatta di percezione sottile, consapevolezza, intenzione. Ogni mantra ha un suo scopo, una sua frequenza: ci sono mantra per superare le paure o l’ansia come il mantra di Tara Verde Om Tare Tuttare Ture Svaha, mantra per la salute come il mantra medicina Teyata Om Bekandze Bekandze Maha Bekandze Svaha, oppure il mantra della grande compassione per il perdono, la liberazione dal karma negativo Om Muni Muni maha munaye svaha, oppure ancora il mantra dell’illuminazione e purificazione che aiuta al passaggio dalla sofferenza alla consapevolezza e illuminazione Teyata Om Gate Gate Paragate Parasam Gate Bodhi Svaha, un altro mantra molto bello che ci aiuta a trasmutare le emozioni negative in emozioni purificate ed elevate è il Vajra Mantra, Om Ah Hum Vajra Guru Padma Siddhi Hum. Anche se spesso vengono ignorati, sottovalutati o quasi mai proposti nei percorsi occidentali, essi hanno una grandissima importanza lungo il nostro cammino di crescita e in realtà dovrebbero essere sperimentati fin dall’inizio dei nostri percorsi, perché senza dubbio ci aiutano e nel tempo sentiamo sia i benefici, sia i risultati. Aiutano a mantenere sani i nostri centri energetici, i chakra, a consapevolizzarci, a perseguire pratiche di costanza, lavoro interiore, percettivo, sensoriale, aprono dei canali, ci permettono di superare situazioni difficili, aiutano a connetterci allo spirito, possono essere usati per aiutare familiari, animali, e dare energie positive alla nostra casa. Anche i fiori e le piante ne beneficiano. Ci portano in uno stato di serenità e pace, ci avvicinano alla consapevolezza e rappresentano un ottimo lavoro spirituale. La collana ci serve per creare continuità, costanza, metodo. È sacra perché ci permette di utilizzare la ripetizione consapevole, metodica, che aiuta a concentrarci e a mantenere una linea numerica sacra. Infatti il numero delle perle della collana è 108, un numero sacro, un multiplo del numero divino, il 9. Esso racchiude una attivazione sacra nella ripetizione del mantra per 108 volte, lo rende vivo, lo fa entrare in noi, ci permette di assaporare tutto il potere del mantra e di renderlo efficace. Si potrebbe dire che 108 è il numero della connessione con lo spirito. Provare per credere. Il mondo è pieno di oggetti sacri: alcuni sono meno utilizzati, altri sono più reperibili e rientrano in percorsi che l’occidente ha fatto sempre più suoi. Tra questi spesso ci sono anche strumenti musicali come il tamburo sciamanico o le campane tibetane, anch’essi oggetti sacri e alleati della spiritualità consapevole e della crescita interiore attraverso il suono e la meditazione, oltre che alle frequenze pure che lo strumento dal vivo può fornire. Quello che posso dire se siete all’inizio? Praticate, siate costanti, cercate di conoscere l’oggetto sacro che più vi appartiene e la pratica che maggiormente risuona con voi e vi allinea al vostro essere. Non c’è una regola: il bello della vita spirituale è che non si smette mai di crescere e di sperimentare. Potreste scoprire che molti oggetti sacri risuonano con voi, che alcuni non risuonano affatto con voi, così come le varie pratiche come yoga, respiro, reiki. Non tutto fa per tutti, ma di sicuro l’importante è iniziare e partire da qualcosa per imparare a conoscerci e crescere sempre di più per noi stessi e per gli altri.
Thot: il Viaggiatore delle Stelle che portò la Conoscenza sulla Terra Un racconto tra mito, memoria e rivelazione personale Ci sono figure che non appartengono soltanto ai miti, ma alla memoria profonda dell’anima. Sono presenze che non si limitano a essere raccontate: si fanno sentire, bussano, guidano, risvegliano. Per me, una di queste presenze è Thot. Prima che l’Egitto diventasse la culla di una delle civiltà più affascinanti della storia, prima che le piramidi si ergessero come ponti tra cielo e terra, prima ancora che l’uomo ricordasse di essere spirito incarnato… c’era lui. Un essere di luce, un maestro, un viaggiatore delle stelle. L’origine atlantidea: quando la conoscenza attraversò il mare Le tradizioni esoteriche più antiche raccontano che Thot non fosse originario dell’Egitto. La sua storia inizia molto prima, in un luogo che oggi vive più nel ricordo che nella geografia: Atlantide. Quando quella civiltà luminosa cadde, travolta dal proprio squilibrio, Thot guidò un gruppo di iniziati verso una nuova terra. Attraversò il mare e approdò sulle rive del Nilo, dove avrebbe gettato le basi di una nuova era. Non arrivò come conquistatore, ma come custode. Non portò armi, ma conoscenza. Fu lì che gli uomini lo chiamarono Djehuty, e lo riconobbero come dio della saggezza, della scrittura, della magia e della Luna. Il dio che insegnò agli uomini a ricordare Thot non si limitò a osservare l’umanità: la educò. Insegnò l’arte della scrittura, affinché la memoria non andasse perduta. Insegnò la medicina sacra, affinché il corpo fosse compreso come tempio. Insegnò l’astronomia, affinché gli uomini potessero leggere il cielo come una mappa. Insegnò l’alchimia, affinché capissero che la trasformazione non riguarda i metalli, ma l’anima. Gli Egizi gli attribuirono l’invenzione dei geroglifici, le “parole divine”. Gli scribi versavano una goccia d’inchiostro in suo onore prima di scrivere, riconoscendo che ogni parola è un atto sacro. Nei suoi leggendari Libri di Thot si dice fossero custodite conoscenze su astrologia, matematica, filosofia, medicina e magia. Conoscenze così profonde da essere considerate pericolose se usate senza saggezza. Il custode dell’equilibrio e del destino Nel rituale della psicostasia, Thot era lo scriba divino che registrava il verdetto finale dell’anima. Quando il cuore del defunto veniva pesato contro la piuma di Ma’at, era lui a scrivere il destino eterno. Non giudicava: osservava. Non puniva: registrava la verità. Era anche il misuratore del tempo, il regolatore del calendario, colui che stabiliva la durata della vita dei faraoni. Un ponte vivente tra il ritmo del cielo e quello della terra. Il Viaggiatore delle Stelle che divenne molti nomi La sua presenza non rimase confinata all’Egitto. Molte culture parlano di un essere venuto da lontano per portare conoscenza: • per i Greci fu Hermes, • per i Maya Kukulkan, • per gli Aztechi Quetzalcoatl, • per gli Indiani Vishnu o Buddha, • per gli esoteristi, Ermete Trismegisto. Non era un uomo, ma un principio. Una coscienza. Un archetipo vivente della saggezza. “Trismegisto”, “tre volte grande”, perché maestro in tre arti sacre: alchimia, astrologia e teurgia. La Tavola di Smeraldo: il codice della realtà Tra i testi attribuiti a Thot/Ermete, la Tavola di Smeraldo è forse il più enigmatico. Un testo brevissimo, ma capace di attraversare i secoli come un faro. “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto…” Una frase che non spiega: risveglia. Le Tavole parlano di unità, vibrazione, trasformazione. Non sono dogmi, ma chiavi. Non impongono, ma invitano. Sono un linguaggio che l’anima riconosce, come un ricordo antico che torna a galla. La mia storia con Thot: un richiamo che non potevo ignorare Per molto tempo ho diffidato di ogni divinità. La mia esperienza con la cristianità mi aveva lasciato ferite profonde, e per me “dio” era sinonimo di giudizio, distanza, imposizione. Non riuscivo a immaginare che potesse esistere un divino diverso. Poi, un giorno, una persona cara mi disse: “Devi ritrovare il tuo dio.” All’inizio non capii. Mi avvicinai alle divinità norrene, sentii affinità con Odino e altri Maestri, ma il cammino non si concluse con loro. Qualcosa continuava a chiamarmi, come un’eco che non sapevo interpretare. Con la radiestesia egizia, Thot iniziò a farsi sentire. Una presenza forte, silenziosa, costante. Non chiedeva nulla, non pretendeva nulla. Era lì. Quando l’ho compreso davvero, il cuore ha iniziato a battere forte. Era come ricordare qualcosa che avevo sempre saputo. Thot, per me, non è un dio lontano. È un maestro. Un compagno di viaggio. Una guida che non impone, ma illumina. Che non chiede fede, ma verità. Che non vuole adorazione, ma consapevolezza. Il messaggio di Thot oggi Thot ci ricorda che: • la conoscenza è potere, ma anche responsabilità • la parola crea • tutto è vibrazione • il tempo è un’illusione • l’anima è immortale • la vera alchimia è trasformare l’ombra in luce E soprattutto: che il divino non è fuori da noi, ma dentro di noi. Le divinità non volevano essere adorate. Volevano che ricordassimo chi siamo.
Le Rune: l’eredità sacra del Nord Le rune sono uno dei lasciti più antichi e misteriosi che i nostri avi del Nord Europa ci hanno consegnato. Non appartengono originariamente alla tradizione celtica, come spesso si crede: la loro radice è profondamente norrena, e solo in seguito i Celti ne adottarono e modificarono alcuni glifi, integrandoli nelle proprie pratiche.
Per comprendere davvero cosa siano le rune, non basta guardarle come semplici simboli incisi sul legno o sulla pietra. Occorre tornare alle loro origini mitiche, là dove storia e leggenda si intrecciano.
Le rune come sussurri del destino Nella cosmologia norrena, le rune non sono un’invenzione umana: sono sussurri del destino, fili sottili che attraversano i mondi e custodiscono la conoscenza primordiale. A vegliare su di esse ci sono le Norne, le tre figure che tessono e regolano il destino di ogni essere vivente — uomini, creature e perfino gli dèi.
Le rune esistono da sempre, come vibrazioni inscritte nella struttura stessa del cosmo. Ma come sono arrivate fino a noi?
Il sacrificio di Odino e la nascita della conoscenza runica La tradizione racconta che fu Odino, il Padre degli Dèi, a portare le rune nel mondo degli uomini. Desiderava donare all’umanità la saggezza e gli strumenti per comprendere la realtà oltre l’apparenza. Per farlo, compì un atto estremo: un’iniziazione sacra che lo avrebbe trasformato per sempre.
Odino si appese a testa in giù all’albero cosmico, Yggdrasil, per nove giorni e nove notti. Il numero nove, nella tradizione norrena, rappresenta il completamento, l’elevazione, l’accesso all’infinito. Ogni giorno era un attraversamento simbolico di uno dei nove mondi, una prova di resistenza, visione e trasformazione.
Durante questo rito:
rinunciò a un occhio, ottenendo in cambio una vista interiore, intuitiva, capace di penetrare i veli del visibile;
si ferì al fianco con la lancia, gesto che simboleggia la vulnerabilità necessaria per accogliere una verità più grande dell’uomo e perfino della divinità stessa.
Al termine del sacrificio, le Norne gli concessero la conoscenza delle rune. Odino non le “creò”: le vide, le riconobbe, le portò alla luce.
Le rune come strumenti oltre il divino Questo mito ci suggerisce qualcosa di potente: le rune non sono semplici simboli magici, né strumenti di divinazione nel senso moderno del termine. Sono chiavi di coscienza, archetipi che collegano l’essere umano alla struttura profonda dell’universo.
Se perfino gli dèi devono rispettarne il potere, significa che le rune appartengono a un livello ancora più antico e universale: quello della conoscenza cosmica, della memoria dei mondi, della vibrazione che attraversa tutte le dimensioni dell’esistenza.
Per questo, quando lavoriamo con le rune, non stiamo “chiedendo” qualcosa a un’entità esterna: stiamo entrando in risonanza con un linguaggio primordiale che parla direttamente alla nostra coscienza.
Ciao a tutti, sono Vale delle Rune e questo è il mio blog personale.
Molti di voi mi conoscono già, altri mi incontrano qui per la prima volta. Presto vi racconterò qualcosa di più intimo sul mio percorso, ma oggi voglio partire da ciò che ha dato vita a questo spazio: una missione, un richiamo, una nuova opportunità.
Da sempre sono una persona sensitiva. Nel mio cammino ho incontrato le rune, codici ancestrali di connessione e magia, e attraverso di loro ho imparato a dare forma ai miei doni. Non mi considero speciale: anzi, proprio grazie al mio percorso ho compreso che tutti possediamo talenti innati. Non tutti li riconoscono, ma ci sono. Sono quelle spinte interiori che portano una persona a diventare medico, un’altra musicista, un’altra ancora a volare tra le nuvole pilotando un aereo.
Dietro ogni scelta, dietro ogni strada che sembra “giusta”, c’è sempre qualcosa che guida, qualcosa di invisibile e sottile.
Allo stesso modo, c’è chi nasce per percepire ciò che altri non vedono, per cogliere quel “oltre” che sfugge alla materia. Io sono una di quelle persone. Per anni mi hanno detto che avevo la testa tra le nuvole, finché non ho compreso che la mia mente non era distratta: era semplicemente più connessa al mondo spirituale che a quello fisico. Sono come un palloncino che per restare connesso al suolo deve essere legato a un filo.
Ma essere sensitivi non significa solo percezione, sogni lucidi, intuizioni o premonizioni. Serve anche curiosità, studio, ricerca, disciplina, coraggio. Essere se stessi non basta: bisogna anche riconoscersi, accettare la propria natura e scegliere di viverla in armonia.
Molte persone possiedono doni che non riescono a esprimere. Altri li vivono senza governarli, lasciandosi trascinare dal caos invece di imparare a guidarlo. E poi ci sono talenti che la società fatica a comprendere: arte, musica, sensitività. Sono mondi che sembrano “alieni” in una realtà dominata dal materialismo, dove si dà valore solo a ciò che è immediatamente utile o monetizzabile.
Purtroppo, mentre artisti e musicisti possono contare su scuole riconosciute, nel campo della spiritualità e dell’esoterismo non esistono istituzioni ufficiali. Esistono percorsi privati, scuole di pensiero, ma nulla che venga considerato “serio” o “professionale”. Questo porta a emarginare un’intera categoria, spesso confusa con truffatori e impostori. E chi lavora con integrità viene gettato nello stesso calderone.
Per questo nasce questo blog. Un luogo libero, pulito, autentico. Un portale di connessione, consapevolezza e conoscenza. Uno spazio dove posso condividere ciò che sono, ciò che studio, ciò che vivo. Un luogo dove chi mi segue può conoscermi attraverso il valore, non attraverso pregiudizi o etichette.
Qui troverete articoli di crescita, riflessioni, simboli, esperienze, strumenti per avvicinarci insieme alla nostra spiritualità e alla nostra verità.
Benvenuti. E grazie, davvero, per il vostro supporto. Sono immensamente grata per questa nuova opportunità.
Qui entri in uno spazio che respira. Un luogo nato per custodire parole che non informano soltanto, ma trasformano. Un luogo dove la spiritualità si libera dal peso del dogma e torna a essere esperienza viva, intima, quotidiana.
In queste pagine troverai racconti, simboli, intuizioni e pratiche che nascono dall’ascolto profondo: della vita, dei segni, delle relazioni, dei silenzi. Ogni articolo è un invito a rallentare, a sentire, a riconoscere ciò che vibra vero per te.
Questo blog è la mia casa e il mio cerchio. È uno spazio protetto, trasparente, autentico. Se sei arrivatə fin qui, forse qualcosa ti ha chiamato. Resta quanto vuoi. Respira. Esplora. E porta con te solo ciò che risuona.